Ipocrisia italiota (Mimmo Lastella)

Carissimi lettori, carissime lettrici

In questo ormai divenuto dannato paese, causa discriminazione vax, no vax, se ne aggiunge un’altra, ovvero il divieto di candidatura a rappresentare le istituzioni democratiche per chi esercita un lavoro ritenuto dai grandi soloni e scienziati del moralismo e perbenismo ipocrita e falso: offensivo della moralità e del comune senso del pudore: “la pornoattrice.”

Non importa che tu, sia laureata e portatrice di idee sane come ad esempio il revenge porn, la lotta alla violenza contro le donne  e compagnia bella; no, tu sei una poco di buono e quindi, non puoi rappresentare le istituzioni, secondo il codice etico morale inventato dagli scienziati del moralismo nudo e crudo, ipocrita perché anche a loro, piace il porno; anzi, chi critica e si oppone a tale candidatura, è un diretto discepolo delle feste bunga bunga berlusconiane.

Tutto questo, in barba ai diritti costituzionalmente garantiti al cittadino di partecipare alla vita politica e sociale attiva e passiva della propria comunità.

Ancora una volta, la costituzione di questo paese, viene calpestata; questa volta da coloro i quali, nelle segrete stanze delle segreterie dei partiti , decidono chi debba rappresentare le istituzioni e chi no; dimenticandosi che in tempi non molto lontani, venne eletta in parlamento con il partito radicale, una pornostar rispondente al nome di Ilona Staller in arte Cicciolina; la quale, fece un ottimo lavoro in materia di diritti civili e di legalizzazione della prostituzione , lavoro aimè, finito nel dimenticatoio.

Purtroppo in Italia, chi ha a che fare con il sesso, sia esso scrittore, sia esso attore/attrice “perché il porno, è essenzialmente donna”, viene marchiato come un immorale, portatore/portatrice di idee blasfeme, contrarie ai dogmi favoleschi catto- integralisti; e quindi dev’essere escluso dalla vita sociale cosiddetta normale.

Questo secondo il mainstream contemporaneo e del politicamente corretto ormai divenuto by partizan il tutto avvolto da una ipocrisia dilagante.

Lo dico per esperienza; in quanto chi scrive nel lontano 2014, nonostante, avesse un esperienza  di militanza politica e sindacale trentennale, si candidò alle elezioni amministrative della propria città; ma secondo i soloni e scienziati del falso moralismo che per l’occasione costituirono una sorta di sinedrio online, il sottoscritto, non poteva rappresentare le istituzioni cittadine; in quanto portatore e divulgatore di un ideologia trasgressiva e libertina, contraria al mantra del bigottismo e della morale cattolica: “ la narrativa erotico-hard.”

Concludendo questo mio scritto, rivolgo un invito all’amica Tina Ciaco, in arte Priscilla Salerno a continuare nella sua legittima battaglia di difesa dei diritti delle donne e contro il revenge porn e da socialista convinta, non allineata al pensiero unico e uniformato della cupola sinistrese capeggiata dal Pd, a rivendicare il suo legittimo diritto a rappresentare le istituzioni.

Alla fine, chi decide, è il popolo sovrano, non le segrete stanze dei partiti e i loro capi paranza.

M. L. “scrittore narrativa erotica e opinionista”

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