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Ferragosto, al netto del covid

 

La festività di ferragosto, prima di divenire appannaggio del culto cattolico – cristiano“il 15 agosto, si festeggia la solennità dell’assunta dalle parti del sud Italia santa Maria, con l’esposizione della barca che nulla a che fare con la Virgo Maria; ma, ha una certa assonanza con una delle tre caravelle utilizzate da Cristoforo Colombo  per esplorare il mondo e andare a scoprire l’America”, trae origine dai tempi dell’imperatore Augusto; quindi, una festa pagana.

Infatti, il termine deriva dalla locuzione latina: “feriae Augusti” (riposo di Augusto) ed indicava una festività da egli stesso istituita, nel 18 a. c.; che, si aggiungeva alle festività già esistenti e cadenti nello stesso mese ad esempio la Vinalia Rustica.

La tradizione popolare della gita fuori porta, nasce durante il ventennio fascista. A partire dalla seconda metà degli anni 20, nel periodo ferragostano, il regime organizzava, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari; e in particolare dal ferragosto 1931 al settembre 1939 ciò, fu favorito dall’istituzione di treni popolari speciali.

Fin qui la storia.

Fino a qualche tempo fa, nel mezzogiorno D’Italia, il ferragosto coincideva con due eventi all’epoca ritenuti sacri ed imperdibili, ovvero l’arrivo dei parenti emigrati per lavoro al nord o all’estero per trascorrere il loro periodo di ferie con  i genitori, fratelli e sorelle rimasti al paese d’origine “arr’vn’ l’ fr’stier’” (arrivano i forestieri), si diceva in dialetto e l’altro era considerato un vero e proprio rito, il rito della salsa, ovvero la preparazione della passata di pomodoro che serviva per tutto l’inverno, lavoro faticoso che vedeva impegnata fin dalle prime luci dell’alba, tutta la famiglia, dalla nonna, al nipotino. Rito che, è andato man mano scemando perché, sostituito dalle grandi catene di lavorazione industriale dell’oro rosso; di conseguenza, la salsa ora, si compra al supermercato.

Ed infine, a sancire l’inizio della fine dell’estate, c’erano e ci sono ancora le feste patronali altra tradizione del nostro sud, un mix di sacro e profano; in quanto, oltre alle manifestazioni religiose, i comitati festa, organizzano, a chiusura dei festeggiamenti, concerti di piazza, con la partecipazione oltre che di band locali, anche di artisti famosi; il tutto, coronato da bancarelle di ambulanti che vendono: “frutta secca, torrone ecc.  “ricordo la bancarella di frutta secca di mio padre: m’ngucc’ d’ r’ n’ciedd’ Domenico delle nocelle “nella foto”, all’angolo di via Duomo , nella mia città Corato, divenuta col tempo, un istituzione,”dal luna Park e gli immancabili fuochi d’artificio.

Il ferragosto, era  l’occasione per riscoprire le proprie origini , la propria storia, le tradizioni di paese ed infine i ricordi di gioventù.

Oggigiorno, il modo d’intendere le ferie agostane, è cambiato di molto  ci si allontana sempre più dal tradizionale per inseguire il consumismo più sfrenato, le città sempre più deserte; a tutto vantaggio delle località marittime anche estere.

Ferragosto, paese mio, non ti conosco, “al netto del covid.”

Buon ferragosto a tutti.

Mimmo Lastella “scrittore e opinionista”

 

 

Pubblicato da Mimmo Lastella

scrittore autodidatta di narrativa erotica e vernacolo coratino opinionista politico