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Villa Pamphili, un errore non andarci

Sinceramente, è incomprensibile la decisione delle opposizioni di non partecipare alla riunione degli stati generali dell’economia che, si terrà oggi a Villa Pamphili.

Ora, costoro prima chiedono di essere coinvolti, poi all’atto concreto si rifiutano perché la ritengono: una semplice passerella.

Fossi in loro, ci sarei andato e avrei formulato le mie proposte per far risorgere il paese da una crisi “questa volta voluta” causa emergenza sanitaria che necessita d’interventi radicali; pena l’inevitabile fallimento di un intera comunità e non solo delle imprese; ma, anche della classe lavoratrice nel suo complesso.

In tali circostanze, non si può essere tacciati di consociativismo o inciuci vari  in quanto, vi è un intera nazione da salvare e a mio parere, da rifondare.

Qualora il governo, si dimostrasse sordo alle mie richieste, allora avrei tutto il diritto di contestare e sbugiardare non solo in parlamento; ma anche nel paese.

Per farla breve, in Italia “come ho avuto modo anche di scrivere su face book”,  si sente la mancanza di leader carismatici e statisti come: Almirante, Berlinguer e Craxi i quali, sapevano come tutelare gli interessi generali del paese, prescindendo dalle loro posizioni ideologiche contrapposte che, venivano messe da parte.

E sindacalisti con gli attributi come Luciano Lama e Peppino Di Vittorio che tutelavano gli interessi legittimi dei lavoratori e delle lavoratrici senza troppo ingiallirsi.

Questi grandi artefici di una ormai remota stagione politica e sindacale, non avranno mai eredi; in quanto, la politica di oggi, è basata sul populismo, razzismo di comodo; incidendo sulla rabbia e la pancia della gente che ha sua volta, credulona, gli offre il suo consenso.

In quest’ardua impresa si sono imbarcati: “Berlusconi, Renzi, Grillo “rappresentato da Gigino ò BiBitaro e Rocco Casalino,” il duo Salvini-Meloni  e, come per miracolo:”si sono aperti vecchi sepolcri  e sono resuscitati cadaveri  come gli eredi di casa Savoia, ultimi salvatori della patria,  salvatori che un tempo, furono oppressori e saccheggiatori di una parte di territorio chiamato: meridione d’Italia o sud, facendo credere di unire il paese; ma, in realtà interessati solo ed unicamente alle ricchezze del  regno delle due Sicilie.  “leggetevi terroni Pino Aprile”.

Per non parlare del sindacato moderno, sempre più damerino dei padroni.

Ovviamente, in tutto questo marasma, la sinistra,”non pd,” ha pensato solo a dividersi  facendo a pugni per contendersi l’egemonia del comunismo ;o peggio ancora, per raccattare qualche misera poltroncina in parlamento.

“Mimmo Lastella scrittore e opinionista.”

Pubblicato da Mimmo Lastella

scrittore autodidatta di narrativa erotica e vernacolo coratino opinionista politico