Sanremo 2021, serate con ascolti giù: nei social il pubblico si è rivoltato contro | MEDIA CHANNEL
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Sanremo 2021, serate con ascolti giù: nei social il pubblico si è rivoltato contro

Sono cambiate le abitudini del pubblico televisivo, in più, l’edizione 2021 deve fare i conti con il Covid, infatti la prima serata del Festival di Sanremo di Amadeus ha perso pubblico. Una media di otto milioni circa di spettatori, mentre nel 2020 la media era stata di più di 10 milioni di spettatori.

Scorrendo tra i bassi ascolti degli anni passati, bisogna tornare al Sanremo del 2011 con Gianni Morandi, nel 2010 con Antonella Clerici, nel 2008 con Pippo Baudo.

I tempi e il panorama televisivo sono cambiati, ma cosa non ha funzionato? La platea vuota non ha aiutato, vedere Fiorello dialogare con le poltroncine rosse è stato imbarazzante. Nella seconda serata poco cambia, Fiorello gioca ancora a fare l’Achille Lauro, mentre le poltrone sono state occupate da dei palloncini. Il Covid segna questa edizione del festival, in cui non ci sono abbracci, baci, i fiori arrivano sul carrello, non ci si può passare neanche il cartoncino con i nomi dei cantanti, gli applausi sono finti, vista l’assenza del pubblico, mentre l’orchestra fa anche da pubblico.

La malinconia e la voglia di festa fa a pugni col senso di colpa, si sorride alle battute e i presenti non si lasciano andare, mentre i cantanti e le loro canzoni, vista l’età degli spettatori di Rai 1, sono difficili da riconoscere o ricordare.

L’Italia si divide, al Sud il Festival tiene l’audience, nel Nord scende. Anche se tutti sono chiusi a casa, la platea televisiva è diminuita e la kermesse è stata la serata più commentata e criticata in questi giorni sui social, molti incitano gli utenti a non guardare il festival, perchè se tutti gli eventi sono stati soppressi, non si capisce perchè Sanremo si sia fatto.

Sanremo è Sanremo, ma il Paese, che da sempre si specchia nel festival, forse ha meno voglia di partecipare ad una festa, amara per molti non sentita per altri, ingiusta e irrispettosa nei confronti di un intero settore dell’intrattenimento che da un anno sta soffrendo per colpa di scelte politiche associate al covid.

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