Imane Fadil è morta, salgono a tre le morti sospette del caso Ruby

Imane Fadil teste del caso Ruby, prima di morire aveva detto: “Mi hanno avvelenato”

La Procura di Milano indaga per omicidio volontario per la morte di Imane Fadil, la modella marocchina teste chiave nel processo Ruby. La donna è morta per un “mix di sostanze radioattive”, secondo quanto emerso dagli esami tossicologici.

Fadil, 34 anni, testimone chiave dell’accusa nei processi sul caso Ruby, è deceduta lo scorso primo marzo all’Humanitas di Rozzano dove era ricoverata da un mese. Già da tempo la giovane aveva detto ai suoi familiari e avvocati che temeva di essere stata avvelenata. Sul corpo è stata disposta l’autopsia.

Fadil è morta dopo “un mese di agonia” e ora in Procura a Milano si indaga per omicidio volontario per un sospetto avvelenamento, sulla sua morte. Secondo le indagini, la modella marocchina, ricoverata il 29 gennaio in condizioni cliniche molto gravi, prima in terapia intensiva e poi rianimazione, è stata vigile fino all’ultimo, nonostante i forti dolori e il “cedimento progressivo degli organi”.

Al decesso della paziente, il 1 marzo scorso, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro di tutta la documentazione clinica e della salma. Il 6 marzo, Humanitas ha avuto gli esiti tossicologici degli accertamenti richiesti. Imane Fadil pare sia morta per un mix di sostanze radioattive.

Salgono a tre le strane morti del caso Ruby:

Il giornalista, Emilio Randacio, della Stampa, che aveva seguito molto da vicino il noto processo nel quale è indagato Silvio Berlusconi, è stato ucciso da un malore, forse un infarto, per quanto i risultati dell’autopsia non siano mai stati comunicati.

L’avvocato, Egidio Verzini, prima dell’eutanasia in una clinica svizzera, che ha posto la fine alle sue sofferenze dovute a una malattia terminale, aveva raccontato ai media di un presunto versamento di 5 milioni fatto dall’ex premier a Ruby. Era il 4 dicembre 2018 ed Egidio Verzini, la mattina prima di morire, fece sapere che “le querele per calunnia” prospettate da Ghedini, l’Avv. di Silvio Berlusconi, “non avranno alcun esito in quanto tutto corrisponde a verità”.

La modella, Imane Fadil, era una delle principali testimoni delle vicende di Arcore, avendo preso parte ad 8 cene nelle residenze del Cavaliere. Ma la testimone chiave nel procedimento Ruby Ter è stata forse avvelenata. Le sue dichiarazioni facevano riferimento addirittura a presenze maligne e pratiche sataniche.

“Voglio raccontare tutto” diceva. La procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio, un’altra morte sospetta che allunga nuove ombre sull’infinita saga giudiziaria nata dalle rivelazioni della più nota frequentatrice delle cene eleganti di Arcore.

Silvio Berlusconi ha dichiarato: “mai conosciuta”.

Quasi certamente gli inquirenti leggeranno il manoscritto che Fadil intendeva far diventare un libro, nel quale sono state raccolte le esperienze e le dichiarazioni rilasciate nel tempo dalla donna.

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