Diamo lo ius soli anche alle Gazze ladre. Mimmo Lastella

Carissimi lettori, carissime lettrici

 In Puglia, nei pressi di  casa mia, s’annida , specie di questi tempi estivi, un vero e proprio gruppetto di uccelli intelligenti. Loro sono le Gazze ladre il cui nome scientifico è: “Pica Pica da non confondere con fica fica”, uccelli dal verso simile ad un cicaleccio sgradevole ; che ogni mattina,  sostituisce la sveglia.

Questa specie di volatile, simbolo del malaugurio,  è stato da me citato nel racconto erotico: L’emoporca “genere porno-horror- vampire”, faceva da dama di compagnia, “svolazzando per casa” alla strega meretrice Addolorata, non ostante essa, fosse una strega buona; in quanto, si prodigò nell’iniziare “si fa per dire” al sesso un giovane ragazzotto di provincia: “Daniele”; il quale, aveva in precedenza avuto un esperienza sessuale terribile con sua madre.

Ormai, le Gazze, son diventate: padrone  e regine di tetti, terrazze e balconi ; in quanto, le trovi a tutte le ore della giornata “escluse le ore notturne”.

Esse, hanno una famiglia: le corvidae dalla quale provengono , unitamente a corvi e cornacchie e fanno compagnia ai piccioni.

E guai a tentare di sfrattarle, rischi di essere tacciato per anti animalista.

E allora, diamo anche ad esse la cittadinanza di diritto: magari anche il reddito di cittadinanza “misura giusta ma sbagliata nell’impostazione; in quanto, cosi com’è, non produce lavoro ma, assistenzialismo spicciolo clientelare.”

In maniera tale che smettono di fare le ladre.

M. L. “scrittore e opinionista.

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